| SRI
AUROBINDO - MERE - SATPREM
"Bisogna
sgombrare il passaggio
fra la mente esterna e l'essere
interiore... poiché la coscienza
yoghica coi suoi poteri è già lì,
dentro di voi..."
(Sri Aurobindo)
Il
modo migliore per sgombrare questo passaggio è fare tacere
la mente (prendere distanza del lavorio monotono ed ossessivo dei
pensieri). Occorre un metodo, una spinta iniziale; conoscenza, riflessione
ed esercizi di meditazione sono necessari, ma non per chiudersi
in noi stessi; abbiamo bisogno di vivere la verità del nostro
essere in ogni istante d'ogni giorno, non solo nei giorni festivi
o nella solitudine. Se il ricercatore ha fatto silenzio dentro di
sé, la sua azione è meditazione, vedrà le sue
azioni diventare più efficaci, più potenti senza con
ciò interferire con la sua pace interiore. Uno yoga nella
vita di ogni giorno, al quotidiano.
E' questa l'esperienza fondamentale dello yoga integrale.
"Lo
yoga non è un modo di fare. E' un modo di ESSERE "
L'unica
soluzione, perciò è nel cercare di stare mentalmente
in silenzio proprio laddove in apparenza è più difficile,
e cioè per la strada, in autobus, sul lavoro: dovunque. Invece
di fare un certo tragitto quattro volte al giorno incalzati dall'ansia
e dalla fretta, farlo coscientemente come parte della nostra ricerca.
Invece di vivere come viene, perduti in una folla di pensieri non
solo privi d'interesse, ma esasperanti come un disco rotto, riannodare
i fili sparsi della coscienza e lavorare , lavorare su se stessi
in ogni istante. La vita comincerà ad assumere un interesse
assolutamente nuovo, perché le più insignificanti
circostanze diventeranno occasioni di vittoria. Ci sarà una
bussola a guidarci: non andremo più a casaccio, ma in una
direzione ben definita.
"C'è quell'uomo che cammina lungo il viale, che sale
e scende sul grande "toboga" mentale, che rumina e rumina
migliaia di pensieri di cui neppure uno vale quel tanto da permettergli
di risolvere le sue pene e i suoi desideri, migliaia di passanti
che formicolano nella grande strada interiore, ma dov'è colui
che non passa, l'abitante di questa dimora? ".Per scoprirlo,
bisogna fermarsi, fermarsi e guardare: è un guardare "
da dentro"
(tratta da: La Genesi dell'uomo dopo l'uomo, di Satprem)
"Yoga è la cosciente scoperta del
sé"
"I
cieli al di là sono grandi e meraviglioso, ma più
grandi e meravigliosi sono i cieli
dentro di voi. E' questo l'Eden che attende il divino operaio."
(Aurobindo)
Sri
Aurobindo può forse darci una chiave per credere nelle nostre
possibilità e potenzialità non solo umane, ma sovrumane
e divine; e non solo per crederci, ma per scoprirle, per
scoprirle da soli, un passo alla volta; una chiave che ci consenta
di VEDERE, di DIVENTARE .
Lo
yoga, in realtà, può avere l'effetto di svegliare
automaticamente, fin dal primo istante in cui entriamo nell'esperienza,
tutta una gamma di facoltà latenti e di forze invisibili
ben più poderose del nostro essere esterno, che possono farci
compiere cose di cui in condizioni normali saremmo incapaci.
"Una volta stabilitasi la Pace, la Forza superiore o divina
può scendere dall'alto e mettersi a lavorare dentro di noi.
Di solito scende prima nella testa e libera i centri della mente
interiore, poi scende nel centro cardiaco... poi nel centro ombelicale
e negli altri centri vitali...poi nella regione sacrale e più
giù ancora. Lavorare a perfezionarli e insieme a liberarli,
agisce sulla nostra natura tutt'intera, una parte dopo l'altra:
eliminando quel che deve essere eliminato, sublimando quel che deve
essere sublimato, creando quel che deve essere creato. Integra,
armonizza e stabilisce un nuovo ritmo della natura"
(tratta da : Sri Aurobindo " L'avventura della Coscienza, Satprem)
"La
Grande Armonia non chiede che di rovesciarsi sul mondo,
scorrere nei nostri canali e nei nostri corpi,
solo vuole che le si apra il passaggio.
Occorre saper lasciare scorrere, lasciar fare:
è lì tutto il segreto"
Mère
Ci sono tanti modi per mettersi al Lavoro. In realtà ognuno
ha il suo modo particolare: per qualcuno sarà tornire perfettamente
un pezzo, eseguire bene un compito; per un altro sarà esprimere
la bellezza di un'idea, scrivere una pagina di musica, descrivere
un fiume o un riflesso di sole ecc. possono essere tutti modi di
respirare l'Infinito. Ma sono solo brevi istanti; mentre noi vorremmo
qualcosa che resta, vorremmo, ecco, aprire una finestra dentro di
noi che non si richiuda mai più.
Così
ci mettiamo in marcia partendo dal chilometro zero; vale a dire
da quel che siamo, forse non da un granché, ma non abbiamo
altro e se andremo avanti con calma, con pazienza, con sincerità,
affrontando coraggiosamente le difficoltà del terreno; Dio
sa se è accidentato! , niente impedirà che un giorno
si apra quella finestra da cui il sole entrerà in noi per
sempre. In realtà non si tratta di una finestra sola, ma
di tante finestre che si aprono una dopo l'altra su uno spazio ogni
volta più vasto, su dimensioni sempre nuove del nostro regno.
E ogni volta vorrà dire un MUTAMENTO DI COSCIENZA altrettanto
radicale che passare dal sonno alla veglia. Ed è questo angolino
di mondo che cercheremo di modificare, prima di pensare a salvare
il resto. E chissà se cambiare il nostro angolino non sarà
il modo più efficace per fare cambiare il vasto mondo?
I
vari mutamenti di coscienza, Sri Aurobindo li ha sperimentati
e li ha descritti nel suo YOGA INTEGRALE. Sri Aurobindo non è
soltanto esploratore della coscienza, è costruttore di un
mondo nuovo. Dopo avere raggiunto i confini estremi di mondi non
ignoti all'antica saggezza, ha scoperto davvero un altro mondo,
che ha chiamato sopramentale. Si è messo a tirarlo su questa
terra.
Adesso c'invita a tirare un po' assieme a Lui.
A partecipare ad una bella storia " La Storia infinita"
"Se
gli uomini intravedessero anche soltanto un barlume
delle gioie infinite, dei luminosi orizzonti di spontanea conoscenza,
delle calme distese dell'essere che ci aspettano sui sentieri
che la nostra evoluzione animale non ha ancora percorso fino in
fondo,
tutto tralascerebbero, e non si darebbero pace
finché non avessero conquistato questi tesori.
Ma stretto è il passaggio, le porte difficili da forzare;
e paura, sfiducia e scetticismo, guardiani della Natura,
stanno di guardia per impedirci di volgere il passo
fuori dei nostri pascoli consueti."
(Aurobindo)
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