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LA MEDITAZIONE Mère (Conversazione del 1929)

Quali forze sono all'opera quando si è immersi in una meditazione silenziosa?
- Tutto dipende dalla persona che medita.

Ma nella meditazione silenziosa, non si deve fare in se stessi il vuoto completo? Come può allora dipendere dalla persona che medita?
-
Se fate il vuoto in voi, ciò non muta la natura della vostra aspirazione, e neppure il piano sul quale essa si muove. In alcuni, l'aspirazione si muove sul piano mentale o su quello vitale; altri hanno un'aspirazione spirituale. Dalla qualità dell'aspirazione dipende la forza che risponde e il lavoro che essa viene a compiere. Fare il vuoto in sé, durante la meditazione, crea un silenzio interiore; ciò non significa che non siete più niente o che siete divenuti una massa inerte e morta. Quando fate il vuoto, chiamate ciò che lo deve riempire; ciò allentate l'insistenza con la quale la coscienza tende alla realizzazione. La natura della coscienza e il grado abituale dell'insistenza determinano non solo le forze che farete intervenire, ma anche il modo in cui esse agiranno, ossia se vi aiuteranno, se avranno successo oppure falliranno, od anche se vi ostacoleranno e nuoceranno.
Le condizioni in cui si può meditare sono molte, e ognuna ha il proprio effetto sulle forze che discendono e penetrano e sulla loro azione. Se meditate da soli, è la vostra condizione interiore ed esteriore che conta. Se meditate in gruppo, è la condizione generale ad essere di primissima importanza. Ma, in ambo i casi, le condizioni saranno sempre variabili e le forze che risponderanno non saranno mai identiche a se stesse. Una concentrazione unificata, fatta come si deve, può avere una forza straordinaria. Si dice, in una vecchia tradizione, che se dodici uomini sinceri unissero la loro volontà e la loro aspirazione per chiamare il Divino, Egli sarebbe costretto a manifestarsi. Ma la volontà deve essere una e simile in tutti, l'aspirazione di una sincerità assoluta.
Durante la meditazione, la prima e più imperiosa necessità è raggiungere uno stato di sincerità perfetta e assoluta, in tutta la coscienza, E' indispensabile non ingannare se stessi, né ingannare gli altri, né essere ingannati dagli altri. Abbiamo già detto quale futile e vana impresa sarebbe quella di volere ingannare il Divino. Spesso, gli uomini desiderano certe cose, hanno una preferenza mentale o un desiderio vitale; vogliono che l'esperienza avvenga in un certo modo, che soddisfi le loro idee, i loro desideri o le loro preferenze; non rimangono imparziali, come una pagina bianca pronta a registrare semplicemente e fedelmente il fenomeno. In tal caso, se ciò che accade non li soddisfa, possono facilmente ingannare se stessi; vedono una certa cosa, ma la distorcono quel tanto che basta per farne qualcosa d'altro; ne cambiano il senso , magari semplice e lineare, e la trasformano in una esperienza straordinaria.

Quando entrate in meditazione, dovete essere candidi e semplici come bambini, non intervenire con la mente esteriore, non aspettarvi niente, non insistere su niente. Quando avrete raggiunto questa condizione, tutto dipenderà poi dall'aspirazione dentro di voi. Se, dalle profondità del vostro essere, chiederete la pace, essa verrà; se chiederete la forza, il potere, la conoscenza, verranno anch'essi, ma sempre entro i limiti della vostra capacità di riceverle. E se chiamerete il Divino - a condizione che il Divino senta la vostra invocazione, vale a dire che la vostra invocazione sia abbastanza pura e forte per giungere fino a Lui - allora riceverete anche la sua risposta.

"Il Divino è quello che vi aspettare da Lui nella vostra aspirazione più profonda.
Dà ad ogni individuo esattamente quanto ciascuno si aspetta da lui.
Questo non vuol dire certo che si pieghi ai capricci della vostra natura esterna,
qui io parlo del vostro essere".
"La gente non sa fino a che punto la fede sia importante,
quanto sia un miracolo e creatrice di miracoli.
Se, infatti, vi aspettate ad ogni istante di essere sollevati e tirati verso il Divino,
il Divino verrà a sollevarvi e sarà vicinissimo a voi,
sempre più vicino…"

( Mère)

 
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